mercoledì 13 agosto 2008
Detassazione premi olimpici
giovedì 28 febbraio 2008
Preparazione in palestra per il ciclista
Nel periodo invernale la palestra può diventare un ottimo alleato per proseguire e ottimizzare la propria preparazione stagionale, sarà possibile infatti, allenare il sistema cardiovascolare, la forza, la mobilità e la destrezza. L’allenamento cardiovascolare, allenabile attraverso simulatori presenti in palestra, aiuterà l’organismo a mantenere e migliorare le modificazioni fisiologiche ottenute in bicicletta, quali l’innalzamento della massima capacità di assunzione dell’ossigeno, della diffusione dei gas a livello alveolare, della capacità di trasporto dei gas dai polmoni ai tessuti e viceversa. Le metodiche applicabili in palestra, utili al miglioramento delle capacità aerobiche possono essere diverse, tra le principali ricordo il metodo continuativo, alternato e intervallato. Il secondo obbiettivo dell’allenamento sarà l’incremento della qualità fisica chiamata forza, in altre parole la capacità del nostro organismo di vincere una resistenza esterna attraverso la tensione muscolare. Nel ciclismo si sviluppa prevalentemente la forza resistente e la forza veloce, caratteristiche delle specialità sportive cicliche, ovvero quando si ha uno sforzo della muscolatura ripetuto ritmicamente. Il programma d’allenamento in palestra dovrà coinvolgere sia la muscolatura interessata nel gesto della pedalata, sia tutte quelle zone trascurate durante il resto della stagione e spesso sottoposte a sovraccarichi funzionali (ad esempio la zona lombare). In un buon programma d’allenamento dovranno essere inserite attività di tonificazione per gli arti inferiori (fondamentale trasformare il lavoro con sovraccarichi in gesto sportivo, quindi andrete a pedalare sulla cyclette), per il busto, esercizi finalizzati al miglioramento della destrezza, flessibilità e mobilità articolare. Nella stesura di un programma tendente allo sviluppo della forza bisogna sempre considerare con precisione il dosaggio del sovraccarico, il numero delle serie, delle ripetizioni per ogni serie, il recupero tra le serie. Per lo sviluppo della forza resistente, i carichi devono rimanere di sotto al 50% del proprio massimale (individuabile con test indiretti effettuabili solo con la supervisione di personale qualificato e dopo un periodo di condizionamento) mentre per la forza veloce i carichi andranno dal 50% al 80% con esecuzione esplosiva (solo per esperti). E’ fondamentale rivolgersi a strutture con personale qualificato, meglio se Laureato in Scienze Motorie o diplomato ISEF, perché il lavoro con sovraccarichi può presentare delle insidie soprattutto per i neofiti, quindi affidatevi al trainer che dopo un’attenta anamnesi e valutazione funzionale potrà proporvi il percorso più idoneo al raggiungimento dei vostri obbiettivi (no al fai da te!).
Bibliografia:
PRINCIPI DI TEORIA E METODOLOGIA applicati all’Educazione Fisica e allo Sport. Vitaliano Bin – Cristoforo Balsano Società Stampa Sportiva
mercoledì 21 novembre 2007
L’ OVERTRAINING
Alcuni sintomi dell'overtraining comprendono:
-Performance ripetutamente scadenti non spiegabili
-Sensazione di affaticamento, dolori muscolari, depressione;
-Aumentata vulnerabilità alle infezioni e disturbi gastrointestinali;
-Disturbi del sonno e perdita di peso;
-Lesioni da sovraccarico;
-Aumento della frequenza cardiaca a riposo e della pressione arteriosa;
-Variazioni dell’ematocrito;
-Modificazioni del tasso di emoglobina;
-Modificazione del rapporto cortisolo/testosterone.
Quando un atleta professionista va in sovrallenamento, il problema deve essere immediatamente individuato e affrontato per evitare di mettere in pericolo la stagione agonistica. Sebbene queste situazioni si riscontrino principalmente negli atleti agonisti, non è infrequente osservarle anche fra gli sportivi amatoriali e gli appassionati di fitness che si allenano duramente. Esistono alcuni parametri metabolici frequenti nell’overtraning, come l’aumento della ceruloplasmina, dell’urea e CPK. Negli atleti di endurance è presente lieve anemia, leucopenia, deficit di ferro, ridotta albumina sierica, ipoglicemia, ipotrigliceridemia, LDL e VLDL basse, aumento plasmatici di noradrenalina con diminuita escrezione basale di catecolamine. E’ possibile effettuare alcuni test di laboratorio per la diagnosi del sovrallenamento, come ad esempio la ricerca della concentrazione della glutammica sierica che diminuisce costantemente nell’overtraning, oppure il dosaggio delle IgA salivari, considerato il miglior marker dello stato immunitario alterato, la velocità di sedimentazione, il tasso delle gammaglobuline, il contenuto in CK e di magnesio.(1)(2)(3)
Un altro fattore molto importante da considerare è quello psicologico; infatti l’allenamento troppo intenso può indurre l’atleta a sensazioni di inadeguatezza, scoraggiamento fino alla depressione ed alla sindrome di stanchezza cronica. Per questo risultano utili test psicologici capaci di misurare lo stato psicologico e il livello dell’umore.(6) Concludendo in linea di massima, alla base di quasi tutti i fenomeni di overtraining c’è un errato dosaggio del rapporto fra intensità degli allenamenti e il recupero. Nel caso di atleti agonisti però, i rischi possono derivare anche dai calendari di gara, dall’errata pianificazione della stagione sportiva e dallo stile di vita: mancanza di sonno, stress ripetuti, errori alimentari possono creare i presupposti per determinare l’insorgenza della sindrome.
La programmazione del recupero per prevenire l’overtraining
Gli obiettivi delle misure di recupero fisiologico dovranno essere finalizzati a:
-Accelerazione del ristabilimento della omeostasi corporea
-Riequilibrio dello stato immunitario e ormonale
-Prevenzione degli infortuni da microtraumi ripetuti
-Eliminazione di contratture, stati di tensione e dolore
-Ripristino delle scorte energetiche
Nell'elaborazione di un corretto piano di recupero, bisogna considerare tutti quegli elementi che possono favorire l’omeostasi corporea, ad esempio:
-rinuncia a gare e allenamenti durante malattie e infortuni
-condizioni fisiche e psichiche generali dell'atleta
-informazioni riferite dall'atleta
E’ importante sapere che i tessuti e i processi di reazione all'affaticamento presentano tempi diversificati di recupero, come riportato nelle tabelle 1 e
| Tipo di allenamento | Tempo di recupero |
| Estensivo della resistenza | 12 ore |
| Intensivo della resistenza | 24 ore |
| Resistenza alla forza | 24 ore |
| Allenamento della forza massima | 36 ore |
| Processo | Tempo di recupero |
| Ricostruzione delle riserve di creatinfosfato | 4-5 minuti |
| Riequilibrio stato acido-base e diminuzione lattato | 30 minuti |
| Passaggio da catabolismo ad anabolismo | 90 minuti |
| Ricostruzione glicogeno epatico | 24 ore |
| Ripristino proteine contrattili | 4-5 giorni |
Una volta considerati tutti i fattori precedentemente elencati, è importante stabilire quali siano le forme di recupero più indicate nell’atleta affaticato. L'applicazione delle differenti misure di recupero deve avvenire nella fase del recupero medesimo, se non addirittura in quella di supercompensazione.
Tra le principali forme di recupero sono da ricordare:
-lavoro aerobico leggero, per produrre endorfine ed eliminare le scorie metaboliche;
-allungamento muscolare, per eliminare squilibri motori;
-massaggio defaticante, per ristabilire il giusto tono muscolare;
-termoterapia, elettroterapia e agopuntura;
-integrazione dei liquidi perduti durante lo sforzo e dei nutrienti essenziali al ripristino delle scorte energetiche;
Risultano, inoltre, importanti fattori quali il clima psicologico che si crea all'interno del gruppo, i rapporti che si instaurano con l'allenatore e con i compagni, le caratteristiche emotive dell'atleta, un corretto apporto alimentare prima e durante la gara o l'allenamento. In conclusione, si ricorda che gli stimoli di allenamento o di partecipazione alle gare e le misure di recupero rappresentano un processo unitario e devono essere conseguentemente considerati come un sistema globale. Solo in questo modo si può disporre di uno strumento sicuro per il controllo e la regolazione delle capacità di prestazione, delle reazioni al recupero e degli adattamenti agli stimoli.(3)(4)
Riferimenti bibliografici:
(2). Boccia G., Liguori G., Limoncelli F. L’igiene nei locali adibiti a spogliatoio. Medicina dello Sport 2002,55:195-206.
(3). Calligaris A. Le scienze dell’allenamento Ed. Società Stampa Sportiva, Roma, 1997.
(4). Ghizzo M. Vincere la fatica, Sport & Medicina, 2004,5:37-45.
(5). Kentta G., Hassmen P. Overtraining and recovery. A conceptual model. Sports Medicine 1998; 26:31.
(6). McKenzie DC. Markers of excessive exercise. Can J Appl Physiol 1999; 24:66
(7). Rossi R. et Al. Superallenamento (overtraining sindrome) e radicali liberi. Medicina dello Sport, 1999, 52:159-163.
(8). Sassi A. Allenamento e Sovrallenamento. Le basi per conoscere e prevenire l’overtraining. Edi-ermes, Milano, 1998.
domenica 18 novembre 2007
La Supercompensazione
- il carico non deve essere somministrato prima che si si sia consolidata la fase attiva della supercompensazione (recupero sufficiente)
- Il carcio non deve essere applicato dopo l'esaurimento della supercompensazione (recupero insufficiente) (2)
Riferimenti bibliografici:
(1) Balsano C., Bin V. Principi di teoria e metodologia applicati all'educazione fisica e allo sport Ed. Società Stampa Sportiva,1987.
(2) Calligaris A. Le scienze dell'allenamento Ed. Società Stampa Sportiva, Roma 1997.
venerdì 16 novembre 2007
Norme di "Galateo" in palestra
- E' importante fornire materiale per la pulizia delle attrezzature (carta, acqua e disinfettante), questo non fornirà alibi ai trasgressori;
- Educare alla pulizia delle attrezzaure cardiovascolari dopo l'utilizzo (salire su attrezzi sporchi di sudore altrui, non è un rinforzo positivo);
- Ricordiamo a tutti di portare un asciugamano (pulito e asciutto mi raccomando) da appoggiare sulle attrezzature;
- Spieghiamo più volte di arrestare le attrezzature cardio in caso d'interruzione anticipata ( ho visto di quei voli sul tapis roulant, perchè chi era sceso aveva lasciato il nastro scorrere e chi saliva era leggermente distratto);
- Sollecitiamo le persone a scaricare i bilancieri dopo il loro utilizzo (lasciare 100 kg dopo uno squat non è un trofeo, trattasi solamente di maleducazione nei confronti di chi arriverà dopo, o di lesioni personali al trainer che a fine serata soffrirà di una leggera lombalgia);
- Imporre l'uso dei blocchi di sicurezza nelle postazioni con bilancieri ( avete mai visto scaricare 30 kg da un lato e volare il bilanciere dall'altro?)
- In situazioni di sovraffollamento è "costruttivo" insegnare ad alternarsi nelle attrezzature isotoniche, sfruttando così al meglio i recuperi tra le serie;
- Invitiamo a non utilizzare il cellulare durante l'allenamento (è fonte di distrazione e disturbo);
- Dissuadiamo i nostri allievi a portare borsoni, borse, borsette, sacchetti della spesa, nell'area allenamento;
- Riprendere "con cortesia" chi scambia il desk istruttori come un porta vivande, panini, schede, cellulari, ipod (a volte qualcuno pensa ci sia la custodia gratuita);
- Diamo sempre il buon esempio (altrimenti cadremo nell'ipocrisia, risultando poco credibili)
Buon lavoro a tutti.